venerdì 30 aprile 2010

Vendola: c'è vecchiezza nella politica del centrosinistra

Fonte:  http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=140439



Roma, 30-04-2010


Siamo di fronte all'esplosione di una crisi sociale che non è stata raccontata, non è diventata oggetto della contesa pubblica. I mass media si sono distratti. Non c'è stata la messa a punto della fotografia dell'insieme. Abbiamo visto qualche tassello, ma non il mosaico E' un paese che rischia di precipitare insieme ad altri territori dell'Europa .

La crecita di questi ultimi anni è stata una crescita drogata che pensava di mettere in un angolo il lavoro. Era una crescita che non riguardava l'economia reale ma nell'economia finanziaria che ha prodotto una gigantesca bolla speculativa che è esplosa in faccia al mondo.

Lei è un paradosso, è un esponente della sinistra che ha vinto la sua battaglia in Puglia, eppure è quello che più parla di sconfitta delle sinistre, perchè?

Trovo incredibile che il Pd non si accorga di quello che è accaduto. Nelle ultime elezioni regionali si è verificata una delle più cocenti sconfitte della sinistra che perfeziona una serie di sconfitte elettorali che a loro volta ci mandano a dire di una sconfitta culturale, sociale, epocale. I leader del centrosinistra si comportano come degli esorcisti. Non c'è prospettiva di rivincita, di ricostruzione se non si guarda in faccia la realtà.Il centrosinistra non ha il vocabolario giusto per essere credibile, per costruire un'alternativa di governo e quindi deve ricominciare. Bisogna andare fuori dai partiti a cercare materiali culturali, bisogna avere il coraggio di un'innovazione radicale. Il centrosinistra è un repertorio di cose vecchie.

Parlando di sconfitta epocale non si condanna il centrosinistra che lo relega nell'irrilevanza?
La sconfitta epocale è nelle dichiarazioni di queste ore, nell'enfasi con cui si parla di Fini che viene percepito come un ingrediente salvifico del centrosinistra. La sconfitta epocale è dire che il Pd deve diventare più sexy (Enrico Letta ndr).Parlare di sconfitta epocale significa guardare il volto dell'Italia di oggi, scoprire che c'è un Paese smarrito, è accorgersi che in Europa crescono formazioni neonaziste e che esiste un clima di intolleranza che ha cambiato il sentimento di un territorio da sempre considerato il fortino della civiltà e che oggi sembra un fortino assediato

Il centrosinistra ha reso offuscata la prospettiva del lavoro come immagine del guadagno del futuro. Se il lavoro è un destino di precarietà diventa una condizione di subalternità culturale. Su questo dobbiamo fare il salto. Sull'idea di produzione di ricchezza non dobbiamo essere simmetrici alla destra. La sinistra deve mettere in campo un'idea dello sviluppo fondata sulla valorizzazione dell'ambiente, delle risorse umane, su un patto con le nuove generazioni.

La sinistra è in uno stato confusionale, non ne capisco il profilo

Le primarie sono uno strumento fondamentale evocano una speranza che mette anima nel centrosinistra. Non potremo tornare a vincere se non abbatteremo il muro della passività. Ritorneremo a vincere restituendo al popolo la passione per la politica.


VIDEO: http://www.rainews24.rai.it/it/canale-tv.php?id=19148

giovedì 29 aprile 2010

No al nuovo (ri)trasferimento del mercato settimanale


A volte le promesse fatte durante la campagna elettorale è meglio che restino tali e non trovino un seguito nella realtà. Una di queste riguarda l’annosa questione del mercato settimanale. Infatti l’attuale Amministrazione sembra voler mantenere quella becera promessa di (ri)spostare il mercato nella sede precedente all’ultimo spostamento.
L’attuale Sindaco, appena insediatosi a Palazzo di Città affermava “non tradirò mai i miei cittadini”, "promessa" che in questa prima occasione non è stata mantenuta, a meno che per cittadini non si intendesse solo i residenti della zona 167 comparto Nord e i venditori ambulanti, ai quali era stato “promesso” che il mercato sarebbe ritornato negli stalli precedenti.
Infatti, dopo qualche incontro con le associazioni di categoria (che non rappresentano tutti i venditori ambulanti), l’attuale Amministrazione ha deciso di (ri)allocare il mercato settimanale in Via B. Buozzi e in Via Grandi, senza né ascoltare e interpellare i residenti (anch’essi cittadini andriesi) nella zona interessata dallo spostamento, né il parere di tutto il resto della cittadinanza che ,nonostante le prime proteste strumentalizzate da alcuni comitati i cui responsabili sono stati candidati (e qualcuno eletto) a sostegno dell’attuale Sindaco,continua ad affollare il mercato del Lunedì.
Un vero e proprio colpo di spugna a quel percorso,se pur tortuoso, che era stato portato a termine dalla precedente Amministrazione e che si è concluso con la conciliazione degli interessi dei venditori ambulanti e dei residenti interessati dallo spostamento. Ritengo che la soluzione data dall’attuale Amministrazione è insostenibile, sia perché (come contrariamente affermato) non verrebbero ad essere garantite le necessità di mobilità dei residenti e di agibilità delle attività commerciali, sia perché una decisione che riguarda tutta la Città, deve essere presa con la partecipazione di tutti gli andriesi e non di solo pochi venditori ambulanti che pensano di tenere sotto ostaggio e a loro piena e completa disposizione la Città.

Pertanto l’auspicio è che il Sindaco prima di procedere allo spostamento del mercato settimanale ascolti non solo “i cittadini che non avrebbe voluto tradire”, ma si faccia garante degli interessi di tutti i cittadini, anche di quelli residenti in Via Buozzi e in Via Grandi meritevoli e degni (come i venditori ambulanti) di essere ascoltati.


Michele Lorusso


mercoledì 28 aprile 2010

Videolettera alle Fabbriche di Nichi


Nel giorno della presentazione della Giunta, Nichi Vendola dedica una videolettera alle Fabbriche di Nichi, definendole 'esperienza innovativa, gioiosa, speciale, di buona politica' e lanciando un appuntamento importante, gli stati generali delle fabbriche.


http://www.nichivendola.it/

video

lunedì 26 aprile 2010

“Dobbiamo rimanere fedeli al cuore pulsante della Resistenza”


Adesso più che mai è indispensabile ricordare le fondamenta del nostro ordinamento e la resistenza, come battaglia significativa di conquista della costituzione e della democrazia, in netta controtendenza nei confronti di chi vorrebbe che la storia d’Italia non giungesse per intero nelle scuole italiane, lasciando cadere la storia dei nostri partigiani , dei padri, dei nonni o dei bisnonni, nel nulla

Il 25 aprile si conferma come sempre una giornata di straordinaria importanza, perché rappresenta la giornata della liberazione dell’Italia dal regime nazifascista.

Si calcola che i caduti per la Resistenza italiana (in combattimento o uccisi a seguito della cattura) siano stati complessivamente circa 44.700; altri 21.200 rimasero mutilati ed invalidi; tra partigiani e soldati regolari italiani caddero combattendo almeno in 40.000Le donne partigiane combattenti furono 35 mila, mentre 70 mila fecero parte dei Gruppi di difesa della donna; 4.653 di loro furono arrestate e torturate. 2.750 furono deportate in Germania, 2.812 fucilate o impiccate; 1.070 caddero in combattimento; 15 vennero decorate con la medaglia d’oro al valor militare.

Dei circa 40.000 civili deportati, per la maggior parte per motivi politici o razziali, ne torneranno solo 4.000. Gli ebrei deportati nei lager furono più di 10.000; dei 2.000 deportati dal ghetto di Roma il 16 ottobre 1943 tornarono vivi solo in quindici.

Tra i soldati italiani che dopo l’Armistizio di Cassibile dell’8 settembre decisero di combattere contro i nazifascisti sul territorio nazionale continuando a portare la divisa morirono in 45.000 (esercito 34.000, marina 9.000 e aviazione 2.000), ma molti dopo l’armistizio parteciparono alla nascita delle prime formazioni partigiane (che spesso erano comandate da ex ufficiali).

Furono invece 40.000 i soldati che morirono nei lager nazisti, su un totale di circa 650.000 che fu deportato in Germania e Polonia dopo l’8 settembre e che, per la maggior parte (il 90% dei soldati e il 70% di ufficiali), rifiutarono le periodiche richieste di entrare nei reparti della RSI in cambio della liberazione.

Ricordare questa giornata, significa dimostrare gratitudine a quanti col sacrificio personale tennero in vita la speranza di un’Italia, poi realizzatasi nell’impianto democratico sostenuto dalla Carta Costituzionale, e a quanti con le loro battaglie civili, anche dopo la liberazione, hanno dato un apporto fondamentale nella costruzione e nella difesa di una società incardinata sui valori che ci sono stati tramandati dalla Resistenza.

La nostra identità è frutto della conoscenza della nostra storia. La memoria e la tradizione sono indispensabili per ogni società e occorre ritornare alla memoria per ristabilire la rete di rapporti che legano i figli ai padri, il presente al passato.

Dobbiamo rimanere fedeli al cuore pulsante della Resistenza, che rimane tale solo se si mantiene plurale e proiettata verso il futuro, verso la creazione del nuovo.

Se ciò che ricerchiamo ancor oggi è un di più di libertà, di democrazia, di giustizia, di solidarietà, di rispetto, di tolleranza e di pace è alle radici della Resistenza il luogo a cui dobbiamo sempre tornare, là dove tutti questi valori furono guadagnati palmo a palmo, nel buio delle prigioni, nell’orrore delle esecuzioni, nell’annientamento dei lager, nella incontenibile felicità del 25 aprile 1945.

Michele Lorusso

http://www.videoandria.com/2010/04/23/michele-lorusso-dobbiamo-rimanere-fedeli-al-cuore-pulsante-della-resistenza/ 

domenica 25 aprile 2010


Parte il tesseramento 2010, per intenderci quello che concorrerà alla costruzione materiale del partito e che, per via formale, determinerà le platee del 1° Congresso di SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’.

Lo svolgeremo nell’autunno 2010. Così abbiamo deciso nella riunione del 1° Comitato Nazionale riunito a Roma il 17 aprile scorso. Ma vorremmo soprattutto dire quello che determinerà definitivamente, anche se in questo caso principalmente per via formale, l’esistenza del nostro partito (non partiamo da zero, le adesioni del 2009 sono state, per approssimazione circa 30.000).

I territori, che spingono da tempo in questo senso, potranno così avere una ulteriore piccola certezza di essere parte di un collettivo tangibile e non meteore vaganti, per costruire tutti assieme il contenitore migliore possibile delle nostre tante e belle idee, che abbiamo visto nascere per vie inaspettate dentro un universo politico della sinistra annichilita che sembra aver introiettato definitivamente la propria crisi di pensiero lungo.

Avevamo pensato di poter arrivare prima (entro l’estate, avevamo detto all’Assemblea di Roma del dicembre scorso). Un po’ di ottimismo della volontà ci spinge ogni tanto a correre più di quanto siamo in grado di fare, ma soprattutto il calendario delle Elezioni Amministrative del 2010 ha scombinato i nostri programmi. Come certamente sapete, alla fine di maggio saranno chiamate al voto buona parte degli elettori e delle elettrici delle regioni a Statuto speciale (Aosta e buona parte dei comuni della Valle d’Aosta, molti anche delle province di Trento e Bolzano, diversi comuni della Sicilia e tutte le 8 province della Sardegna, quindi gli elettori e le elettrici di tutta la regione). Perciò abbiamo pensato di prenderci il tempo necessario per mettere anche queste regioni nella possibilità di svolgere i propri congressi con i tempi dovuti. La debolezza della struttura organizzativa centrale, inoltre, ha dovuto arrendersi a tempi più lunghi del previsto.

Il percorso che stiamo intraprendendo è però quello scelto da tutti e tutte e dobbiamo cercare di evidenziarne le potenzialità, il lavoro positivo fatto attraverso uno sforzo vero di “rimescolamento” delle forme tradizionali che i partiti della sinistra hanno fin ora praticato, laddove questo è accaduto. Non dobbiamo però sottacere i “vizi” che, per molteplici ragioni, non siamo riusciti ancora a indebolire, a superare, a vincere.

Nessuno ha manuali a disposizione (chi sarebbe stato capace di scriverne?). SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ ha scelto autonomamente, nei suoi appuntamenti principali, l’indagine sulla società, la ricerca di idee critiche che appartengano alla contemporaneità, la sperimentazione di modi, forme e luoghi che ci possono suggerire prevalentemente quanti e quante non sono transitati nella sfera delle politica, segnata profondamente dalla sua crisi, ma che hanno la curiosità e l’interesse a ri-sintonizzarsi con essa attraverso la partecipazione attiva alle sue decisioni. Per dirla con la bella metafora vendoliana, abbiamo scelto la semina, dandoci il tempo per vedere crescere qua e là qualche germoglio che ci possa indicare che il raccolto si farà. Tutto questo nella teoria. Ma teoria e prassi devono ancora fondersi in un’aspirazione comune. Non siamo al giudizio positivo, anche in buona fede non lo dobbiamo fare. Se guardassimo i nostri germogli con una lente pulita e non deformante della realtà ne vedremmo tutti i nostri limiti . In assenza ancora di una forma organizzata del soggetto che stiamo costruendo, abbiamo replicato, spesso, le medesime modalità che abbiamo conosciuto nel passato, senza ricordare che anch’esse, in parte, sono state determinanti della sconfitta.

Di cosa ci parla l’enorme percentuale di astensionismo alle recenti elezioni regionali, se non di una distanza siderale tra organizzazione della politica e società, bisogni e domande che non interagiscono più da tanto tempo con risposte credibili? Abbiamo sprecato anche noi molte energie. La campagna elettorale delle regionali ha parlato di un “noi” collettivo o di tanti “io” personali? I gruppi dirigenti (a diffusione generale, centro e territori, nessuno escluso) hanno tenuto conto, nella loro formazione, seppure transitoria e provvisoria verso il congresso, delle motivazioni che avevano alimentato la ripresa del nostro nuovo cammino politico? Siamo stati capaci di attingere alla migliore esperienza delle donne, dei ragazzi e delle ragazze che hanno così tanto condiviso il nostro progetto, ne sono anzi stati i maggiori soggetti fondativi?

Sono domande molto parziali che, ovviamente, non avranno risposte univoche, domande che non esauriscono il nostro impegno perché possono ancora trovare risposte nei tanti passi che dobbiamo fare.

Oggi proviamo, voglio sottolineare - PROVIAMO – a fare uno dei passi nella direzione migliore che possiamo tutti assieme trovare. Un passo deciso senza tremolii di gambe. E partiamo dalla rottura di uno degli schemi più tradizionali: il tesseramento. Scegliamo di spezzare la sacralità fuori tempo dell’adesione al partito – come l’abbiamo conosciuta nelle esperienze individuali precedenti – come “proprietà” delle tessere, il “possesso” di tesserati per costruirsi un pezzo di piccolo potere personale come solo si trattasse di numeri. Da noi i “signori delle tessere” di memoria novecentesca non devono avere cittadinanza. L’iscrizione a SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ da iscrizione al partito diventa iscrizione al progetto che ne è parte fondativa. Spalanchiamo quindi con coraggio, noi che già condividiamo ill progetto di SEL da tempo, le nostre porte ai tanti e tante che fino ad ora ci hanno solo guardati, forse anche con simpatia, forse anche votandoci, ma da fuori. Permettiamo a tutti e tutte di fare parte consapevolmente del progetto della buona politica della sinistra che ha bisogni di tanti apporti diversi:

L’iscrizione a SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ sarà INDIVIDUALE e CENTRALE.

Individuale perché diventa azione di singoli e di singole in grande autonomia dalle organizzazioni di cui farà parte.

Centrale perché l’iscrizione non sarà a questa o a quell’organizzazione di territorio ma al progetto politico di SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ nella sua interezza.

Il tesseramento non più solo una scelta di “militanza” tradizionale ma più capillare nella sua diffusione e come impegno soggettivo sul futuro della sinistra che proviamo a costruire. Tante le motivazioni che possono avere risposte: la dichiarazione di sintonia con le idee che il partito propone, il sostegno economico al soggetto politico che si sceglie, la voglia di “fare parte” di un collettivo, anche solo l’avere in tasca un bel logo (l’accento) su un cartoncino con il simbolo e, ovviamente, la voglia di partecipazione, di una militanza rinnovata e più consapevole.



La scelta della modalità ON-LINE.

Il web ha contraddistinto buona parte del nostro percorso. Guardiamo ad una generazione web, che non è banalmente ed esclusivamente il popolo dei giovani. E’ il nostro popolo. E il web è il luogo dei luoghi, quello che accorcia distanze, avvicina le persone, rompe i confini geografici e allarga il nostro orizzonte di incontri. Ci permette, e ci ha permesso, di fare arrivare la nostra comunicazione senza enormi sforzi economici , moltiplicando il nostro messaggio di computer in computer, di fare arrivare le nostre immagini, le nostre parole scritte, i nostri video, foto, iniziative dove mai avremmo potuto. Nichi Vendola che parla con le video-lettere diventa il “caso comunicativo” ripreso dalla carta stampata e moltiplica esponenzialmente la platea a cui si rivolge. La creatività delle esperienze dei più giovani, nelle Fabbriche di Nichi ma non solo, ha interagito con lo strumento web e ha potuto tramutarsi in azione politica concreta. Così è stata analizzata la nostra campagna elettorale, dai media nazionali ma addirittura internazionali. E’ tempo di farne tesoro. Di superare i nostri limiti (è vero, parzialmente di generazione). E’ anche l’ora di scegliere quali sono i nostri interlocutori primari. A chi vogliamo parlare innanzitutto. Come decidiamo di farlo immediatamente dopo.

Così ci iscriviamo a SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ dal suo sito. Con una procedura facilitata, accompagnata da spiegazioni semplici e intellegibili. E lo possiamo fare liberamente, individualmente, sapendo che poi potremo essere accompagnati, se lo decideremo, dentro i percorsi del partito. Con una sola primaria responsabilità. Partecipare. E che la nostra partecipazione sia una scelta libera e democratica, che ognuno e ognuna possa decidere se farlo concorrendo alla responsabilità di incarichi nell’organizzazione o meno, scegliere se frequentare la comunità o contribuire con le proprie idee e proposte. Con pari dignità e con il riconoscimento delle proprie originalità.

Il tesseramento on-line consentirà alla nostra organizzazione di avere l’aggiornamento in tempo reale di iscritti e iscritte. Ogni referente del tesseramento avrà un accesso alla banca dati del proprio territorio. Potremo fare partecipare tutti e tutte a sondaggi on-line, con modalità di sicurezza che ci permetteranno votazioni on-line su temi consultivi e decisionali di carattere generale.

E’ tempo del raccolto in questo piccolo orto della costruzione del partito che verrà. Sforzandoci di liberarci con coraggio da subalternità formali conservazioniste e scrollandoci di dosso ogni sterile preconcetto.

Se sarà un raccolto di buona qualità vorrà dire che abbiamo avuto cura dei valori sui quali ci siamo fondati, quelli di una sinistra che è stata portatrice e incubatrice di valori di uguaglianza e libertà che vuole riconsegnare al futuro della politica.

Mettiamoci in tasca l’accento rosso che abbiamo stampato sulla tessera 2010 per METTERE L’ACCENTO SULLA BUONA POLITICA facciamo Resistenza: a partire dal 25 aprile con l’iscrizione a SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’

On-line da domenica 25 aprile mattina www.sinistraecologialiberta.it

- tesseramento@sxmail.it

Buon 25 aprile di Resistenza a tutt@

Beatrice Giavazzi, resp. naz. Tesseramento

http://www.sinistraeliberta.eu/vetrina/eccoci-ci-siamo-ci-tesseriamo

25 Aprile. Per riprenderci il futuro


Il presidente della provincia di Salerno, Cirielli – lo stesso della legge sulla prescrizione dei reati, una delle tante leggi ad-personam di Berlusconi – ha stabilito che la Resistenza non esiste, che la lotta al nazi-fascismo è stata condotta dalle forze americane e solo a loro dobbiamo gratitudine.

I “casi Cirielli”, che si manifestano al sud come nel nord, sono già una risposta a tutti coloro che si chiedono se abbia ancora senso celebrare il 25 Aprile. Ha senso per ritrovare la memoria di un paese, onnubilato dal revisionismo storico che nega la Resistenza come lotta di popolo, il riscatto di una nazione che ha ceduto alle lusinghe del fascismo e ha pagato i costi umani e sociali delle legge razziali e della guerra.

Ma se fosse solo questo sarebbe una mera commemorazione, un rito che rischia di estinguersi con la generazione che ha vissuto in prima persona l’esperienza di divisione, di lotta civile che il fascismo ha imposto all’Italia.

Oggi, nel 2010, in un paese ancora diviso fra nord e sud, dove una maggioranza illiberale vuole stravolgere la Costituzione nata dalla lotte partigiane, celebrare il 25 Aprile significa battersi, come allora, per i valori di solidarietà e di libertà. Significa, come allora, fare argine contro la deriva populista. Significa, come allora, lottare per una società più giusta, basata sui diritti di tutti e non sui privilegi di pochi.

Come allora, le forze democratiche devono resistere all’offensiva di una destra piena di livore, che divide l’Italia, che vuole annullare il dissenso, che punta a stravolgere le istituzioni democratiche. Mai come in questo momento, gli ideali della lotta di Liberazione hanno bisogno di essere difesi e arricchiti di significato.

Ma non possiamo solo pensare a difendere. Dobbiamo guardare avanti. La “tempesta perfetta” che si è abbattuta sulle istituzioni, che ha scardinato le ragioni dello stare insieme che ci ha consegnato un paese xenofobo e razzista, è destinata, prima o poi, a passare. Dopo “l’uragano Berlusconi” bisognerà ricostruire questo paese e non possiamo permettere che siano i Fini e Casini a rimettere insieme i “cocci”.

Serve un progetto alternativo di società, un ribaltamento di prospettiva che sappia aggregare reti di cittadini, movimenti e associazioni. I partiti, anche quelli di centro-sinistra, da soli non ce la fanno. Abbiamo bisogno di liberare le energie dei giovani di ristabilire il rapporto sentimentale con il nostro popolo.

Così le bandiere del 25 Aprile riprenderanno il loro autentico significato: un popolo che si riappropria del futuro!

Umberto Guidoni


http://www.sinistraeliberta.eu/vetrina/25-aprile-per-riprenderci-il-futuro

giovedì 22 aprile 2010

A Barletta i distinguo in Sel, da Andria la solidarietà di Sgarra a Lattanzio




Presunta compravendita di voti: dopo le dichiarazioni del politico barlettano, interviene l’ex assessore andriese.


La stagione elettorale di fine marzo è andata in archivio. Le polemiche no. A suscitarne di nuove è stato il servizio televisivo della trasmissione “Le iene” sulla presunta compravendita di voti a Barletta e le dichirazioni a riguardo di Fabio Lattazio, esponente politico della città di Eraclio.

Contro di lui erano arrivate le parole del coordinatore barlettano di Sinistra Ecologia e Liberatà Natale Binetti. Pronta arriva la reazione da Andria. “Desta preoccupazione l’intervento sulla stampa di ieri l’altro di Natale Binetti, coordinatore Sel di Barletta che prende le distanze politiche da Fabio Lattanzio circa la compravendita voti a Barletta, dichiarando: risulta non essere tesserato a Sel” ha detto in una nota Emanuele Sgarra, esponente andriese del partito di Vendola.

“Io non so se Fabio Lattanzio è o non è iscritto – ha aggiunto - di certo è persona che definirei ‘d’aria’ o se vogliamo organico a Sel. Ma questo non è il punto, la preoccupazione mia, ma interpretando il pensiero di tutti noi di Sel è che si isoli un’atto di denuncia pubblica come quella di Fabio e non da solo, in un contesto dove ci sono registrazioni televisive a supporto che testimoniano il consumo di un reato, qual è la compravendita di voti”.

Poi l’idea di Sgarra: “Il circolo di Andria, tutto intero esprime solidarietà a Fabio Lattanzio e approfittando della presente, tessera onoris causa lo stesso presso il circolo di Andria. Buona politica a tutti”.

© Il Domani Andriese - 2009

mercoledì 21 aprile 2010

Lunedì 19 Aprile si è costituito il Comitato di Andria “Acqua Bene Comune”


Il Comitato ha come obiettivo quello di raccogliere firme a favore dei quesiti referendari per evitare la privatizzazione dell’acqua, ma soprattutto quello di creare un movimento trasversale per la sensibilizzazione dei cittadini all’esercizio dei propri diritti.
Il tema dell’ Acqua è un tema fondamentale. 
Negli ultimi anni sono state approvate una serie di norme tese a dare il controllo degli acquedotti a Società per Azioni in cui il ruolo delle aziende private diventi sempre più alto. Entro il 2011, infatti, gli enti pubblici dovrebbero lasciare il 40% delle azioni a soggetti privati. Inoltre è previsto esplicitamente che queste aziende traggano profitto dalla gestione dei servizi idrici in quota non inferiore al 7% del loro investimento.
Non solo è inaccettabile che si faccia profitto su un bene essenziale come l’acqua, ma la privatizzazione porterà inevitabilmente a un aumento delle tariffe, senza che vi sia un obbligo a reinvestirli in un miglioramento delle infrastrutture, né della qualità dell’acqua.

Particolarmente emblematico è il caso di Aprilia, in provincia di Roma, dove, dopo che la gestione dell’acquedotto è stato assunto da una SpA con partecipazione di privati “ Veolia”, azienda francese, le tariffe si sono triplicate in quattro anni.
Ancora più emblematico è che il Consiglio Comunale di Aprilia, proprio in questi giorni sta facendo riunioni monotematiche finalizzate alla ripubblicizzazione dell’acqua.
Altro esempio arriva dalla Francia, dove il Comune di Parigi, dopo avere sperimentato in modo fallimentare la privatizzazione dell’acqua , a Dicembre 2009 l’ha ripubblicizzata .
Per evitare che un bene essenziale come l’acqua diventi una merce su cui pochi privati possano arricchirsi a danno della collettività si è costituito ad Andria il Comitato locale “Acqua Bene Comune” che si sta attivando per la raccolta delle firme per sostenere tre quesiti referendari predisposti di illustri giuristi che se approvati scongiurerebbero in modo definitivo la privatizzazione dell’acqua.
Oltre all’avvio della raccolta delle firme , che vedrà il suo avvio con un banchetto il 25 Aprile nel Chiostro di San Francesco, il Comitato proverà anche a creare momenti pubblici di riflessione e sensibilizzazione verso i cittadini sulla necessità di salvaguardare il bene “ACQUA”
Il Comitato , che vorrebbe essere rappresentativo di tutta la società ed essere trasversale, inoltre si è dato come obiettivo il coinvolgimento della nuova amministrazione della città affinchè modifichi lo statuto comunale , inserendo il concetto di necessità di salvaguardia dell’ Acqua Come bene Pubblico.

Chiediamo a tutti i cittadini di venire a firmare per i tre quesiti referendari che proponiamo.
Il Comitato, è un Comitato aperto, per cui invitiamo a tutte le realtà associative e politiche che lo volessero di far arrivare ulteriori adesioni.
Perché “Si Dice Acqua, e si legge democrazia”

Hanno aderito al Comitato promotore

CASA ACCOGLIENZA SANTA MARIA GORETTI
ASSOCIAZIONE MIGRANTES
COOPERATIVA LIBERI
ORATORIO PIER GIORGIO FRASSATI
I CARE FORM. E SVILUPPO ONLUS
ANDRIA CITTA’ SANA
LIBERA
PAX CHRISTI
LABORATORIO CULTURA POLITICA
OPERAI FABBRICA DI NICHI ANDRIA
LEGAMBIENTE ANDRIA
MOVIMENTO CONSUMATORI
TELEDEHON
WWF
PRO-LOCO ANDRIA
DOMANI ANDRIESE

Comitato sostenitore

SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’
FEDERAZIONE DELLA SINISTRA
PARTITO DI ALTERNATIVA COMUNISTA

Per informazioni rivolgersi alle realtà aderenti
Per adesioni al Comitato
email rossella.miracapillo@movimentoconsumatori.it

“Il Nocciolo” ricorda il giorno della Liberazione


Due incontri per ravvivare il ricordo del 25 aprile e per ricostruire quello che successe ad Andria.



Ricordare alle nuove generazioni l’importanza del 25 aprile. Con questo obiettivo “Il Nocciolo” ha organizzato un doppio apputamento al liceo scientifico “Nuzzi”. Domani dalle 9:30 alle 11 e dalle 11:30 alle ore 13, si discuterà della giornata della liberazione d’Italia dal nazifascismo.

L’incontro sarà incentrato sulla conoscenza degli avvenimenti che hanno caratterizzato la Resistenza nel nostro territorio. Parteciperanno Luigi Di Cuonzo, dell’archivio della memoria della Città di Barletta, e Michele Palumbo della Gazzetta del Mezzogiorno.